VILLA PLURIFAMILIARE SULLO IONIO

Tipologia
Residenziale
Anno
2017 -2019
Luogo
S. Caterina (Nardò)
Stato Lavori
in fase di completamento

L’area in cui è inserito i fabbricato è di notevole valenza paesaggistica. Essa fa parte dei territori costieri, è vicina ad aree boscate ed è interessata dal cono visivo della montagna spaccata. Tuttavia l’area, che è periferica rispetto ai centri abitati di Santa Maria al Bagno e di Santa Caterina è caratterizzata da componenti antropiche di scarsa qualità. Di fatti le architetture di questa zona sono tutte realizzate tra gli anni 60 e 70, periodo in cui l’attenzione per il paesaggio e per l’architettura, sembravano non essere molto di moda.
La qualità del sito è dunque dovuta alle sole bellezze naturali.
Con il progetto si prevedeva la demolizione di un vecchio e malfatto fabbricato, per costruirne uno nuovo, dall’aspetto più decoroso, sfruttando la legge cosidetta “Piano Casa”, che permette un incremento di cubatura del 35%, anche in aree sottoposte a vincolo paesaggistico, purché edificabili.
Scelta che imponeva, con il compiacimento della committenza, una costruzione dagli standard eco-sostenibili elevatissimi.
Il nuovo fabbricato si sviluppa su due livelli, come quasi tutti gli immobili limitrofi.
Esso si compone di due piccoli appartamenti, al piano terra, e da un appartamento al piano primo.
L’immobile di progetto si trova su una strada chiusa, alle spalle di un edificio più alto ed ingombrante, ragione per cui il progetto si sviluppa attorno alle visuali libere verso il mare, vero focus di questo lavoro!
In via dei Glicini (così si chiama la strada in cui è ubicato il cantiere) non vi sono luoghi di interesse, non vi è traffico né pedonale né veicolare. La strada, però, incrocia la Litoranea, da cui si percepiscono importanti luoghi panoramici. Questa è molto frequentata nella stagione estiva, sia da persone a piedi o con biciclette, sia da veicoli a motore.
In questa area, le indicazioni paesaggistiche locali e regionali suggeriscono di costruire fabbricati essenziali, tipici, privi di pensiline, porticati e simili, con cornici in pietra locale, realizzati con tecniche costruttive tradizionali.
La scelta progettuale è, invece, di tutt’altro ordine.
Le ragioni si legano più ad un consono uso del fabbricato, degli spazi esterni e del paesaggio, che ad una mera preferenza estetica.
Analizziamo perché.

In primo luogo, si è preferito di arretrare il fabbricato dal filo stradale. In questo modo si riduce la sua percezione dalla Litoranea e si ha la possibilità di realizzare degli ampi parcheggi, sufficienti all’uso di coloro che vi abiteranno. I parcheggi privati, garantiscono nel loro piccolo una riduzione della sosta di veicoli in strada, di conseguenza costituiscono una riduzione dell’impatto sul paesaggio. Impatto che non deve essere semplicemente legato all’aspetto del fabbricato ma, anche e soprattutto, alla sua funzione e quindi all’uso che se ne fa. Come è noto un fabbricato sprovvisto di parcheggi, oppure di idonei spazi in cui conservare i rifiuti domestici, o ancora di ben integrati stenditoi (e così via), costringe i suoi occupanti ad usare una parte del suolo pubblico, come se fosse un parcheggio o addirittura un piccolo giardinetto privato, esibendo in “bella mostra” biciclette, auto, motorini, ma ancora peggio, la spazzatura e talvolta persino l’orribile biancheria da asciugare. Appare ovvio che il prodotto delle funzioni umane, per quanto naturali e spesso necessarie, in certe circostanze è più impattante dell’edificio stesso.
Dall’analisi della nostra architettura, si può notare come a bordo delle terrazze, essenziali per la funzione del fabbricato e, come anticipato, proiettate verso il mare, vi siano alcuni setti verticali, i quali sono indispensabili per ragioni strutturali e persino architettoniche, ma sono anche funzionali ad occultare la spazzatura domestica ed i piccoli stenditoi.
Il vano scala che da accesso alla casa al primo piano e alla terrazza è progettato con una schermatura chiusa sulla strada, cosi da non lasciar vedere la scala, che di per sé non è un elemento architettonico particolarmente gradevole, salvo importanti scalinate artistiche, che certamente non sono da immaginare per il caso di specie.
Sulla copertura è collocato un piccolissimo vano tecnico. Anche esso ha la funzione di nascondere terminali di impianti, necessari all’uso confortevole delle abitazioni, quali serbatoi, unità esterne dei condizionatori, quindi le atroci pilozze e lavatrici che frequentemente ci capita di vedere sui balconi delle piccole case di mare.
Per le stesse ragioni, l’ascensore esterno, necessario all’abbattimento delle barriere architettoniche, è talmente integrato da apparire quasi impercettibile. In ultimo il pergolato posteriore al primo piano protegge in modo elegante e quasi invisibile la terrazza vista mare, che altrimenti verrebbe “arredata” con improvvisati ombrelloni, o peggio ancora da tende da sole!….
In definitiva la struttura architettonica del fabbricato è la sintesi quasi perfetta di una serie di scelte funzionali, urbanistiche e paesaggistiche, le cui ultime sono principalmente volte a ridurre l’impatto “umano” derivante dalle normali funzioni abitative.

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